It’s time to lead our (new) job

create a new agency post coronavirus

Quando è iniziata questa vicenda del Coronavirus, il primo pensiero nel mio ruolo di CEO di un agenzia di una multinazionale, è stato quello di mettere tutti in sicurezza e permettere a tutti di lavorare da casa. E ce l’abbiamo fatta!

Non è stato per nulla banale, non siamo una startup agile e rapida nelle decisioni, non avevamo un avanzato sistema di smartworking, con processi e strumenti adeguati, ma ci siamo ingegnati e ci siamo dati da fare. E ci siamo riusciti. 100% a casa pienamente operativo.

Adesso il pensiero è ogni giorno sul post, sul dopo. Ma il dopo passa dall’oggi che rappresenta nel breve periodo sicuramente un momento di crisi. Una crisi strana, rapida, non legata a un lento processo di deterioramento delle revenues, dei margini, dei servizi. Proprio per questo è una crisi totalmente diversa.

“Unprecedented timed require extraordinary solutions”

Rispondere a questa crisi con le ricette del passato è la cosa più banale, stupida e ignorante che si possa fare. Ricorrere subito a licenziamenti, riduzione del personale, ammortizzatori sociali (magari avendo comunque una solidità finanziaria forte, dimenticandosi un imperativo morale di solidarità), scaricare sui fornitori è il modo migliore per garantirsi la sconfitta e salutare prima del tempo quello che da più parti chiamano o sarà il “new normal”.

Questa crisi è stata rapida nello svilupparsi e sono (non da solo fortunatamente) convinto che sarà altrettanto rapida la crescita a seguire. Applicare vecchie regole, vorrà dire uscire dalla crisi in ginocchio ovvero entrare in una peggiore e forse definitiva.

Ci sono due modi per affrontare il cambiamento, drastico, portato da questa crisi: ritirarsi e nascondersi, aspettando il ritorno alla normalità o agire.

Agire con creatività, nel senso usare quel tanto o poco di capacità intellettive di cui siamo dotati per rispondere in maniera nuova, creativa, a questa crisi. Prima di tutto ragioniamo nel breve e mettiamo in campo tutte le soluzioni possibili prima di arrivare a quella più drastica e dolorosa (e sbagliata pensando al longterm) che sono i licenziamenti. Ci sono molte opportunità anche facendo leva sul senso di solidarietà che è esploso durante questa crisi e il forzato periodo di lockdown.

Dalla riduzione delle ore lavorative settimanali, a piani intelligenti di uso delle ferie (magari abbandonando il medioevale modello per cui le ferie sono l’intoccabile chisura ad Agosto), alla riduzione dei costi fissi legati ad uffici per cui ad una persona deve corrispondere una scrivania (e quindi una sedia, mobili, superfici, …costi). Allargando poi a modelli di solidarietà con una riduzione progressiva partendo dai top manager, dei propri salari e benefit. Ma senza intaccare il cuore, che è quello che terrà in piedi le aziende e le farà ripartire. Cioè le persone, i propri talenti.

Ma su tutto credo che si debba partire da una ripensare, ristrutturare, ridisegnare un modello strategico e operativo. Da qui passa il costruire un reale “new normal”, pensare veramente al dopo ma affrontandolo l’oggi, per portare benefici e capire subito cosa bisogna fare.

Ripensare l’oggi non è per la sopravvivenza di breve, ma per quella di domani

Uno dei punti chiave, per agenzie e società di servizi e consulenza, è gestire la propria capacity, e gestirla in maniera decentralizzata, destrutturata, ispirata ai modelli cloud-based. Capacità flessibile dove serve in maniera integrata. Ci sono gli strumenti per gestire le organizzazioni (es. Teams, Planner, Jiira, Slack, …). Costruire team e strutture dinamiche, adattabili, reattive, con filiere corte, fondendo intere strutture che sono mera duplicazione, per posizioni di potere.

E’ semplicemente folle pensare di ottenere lo stesso livello di efficienza, di produttività, o operare usando vecchi modelli o peggio di poter (o dover) tornare a quelli che erano pre-Covid19. La nuova situazione richiede nuovi pensieri, nuovi modi di lavorare. Non c’è discussione.

Leaders who do not adopt the demands of the changing times will find themselves left behind

Per questo dobbiamo disegnare nuovi modelli di lavoro che porteranno anche un cambio drastico dei sistemi di costo delle aziende, magari diventando più leggere e meno ingessate.

Aziende dove non ci sarà più il tema di “quanti giorni alla settimana concedere di smartworking” ma sarà parte strutturale del modello. Agenzie e società snelle, con uffici che possono ridurre le proprie superfici del 50% da subito (e relativi costi), con i team che lavorano on demand e a rotazione tra casa e ufficio o dai clienti, superando nelle multinazionali le legal entity interne, o i confini nazionali. Anche il sistema del renting uffici verrà rivoluzionato, magari a vantaggio di soluzioni innovative e più agili come quelle di WeWork, Spaces o Regus.

E cambieranno o sono già cambiate, ma ci vogliamo convincere sul “momentaneamente”, i rapporti con i clienti, con i brand.

Siamo solo all’inizio ma una decisione va presa, la devono prendere i nuovi leader di aziende che voglio non solo superare questa crisi, ma affermarsi nel nuovo che sta già venendo. Una decisione semplice: decidere se ricercare e costurire una nuova cura, un nuovo progetto, o ….

Chief Executive Officer at Zenith — Publicis Groupe company — looking for technology to help human reach the highest potential

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